Barocco siciliano
Le combinazioni politiche siciliane sono da sempre costruite su schemi differenti da quelli dominanti a livello nazionale, il che viene solitamente spiegato con il ricorso, talora un po’ comodamente furbesco, all’ideologia dell’autonomismo isolano. In realtà in qualche caso si è trattato proprio di questo, per esempio quando, nel lontano 1958, Silvio Milazzo, un dirigente democristiano legato a Mario Scelba, che non era certamente un dirigente politico con simpatie a sinistra, formò una giunta siciliana con la presenza di esponenti comunisti e neofascisti.
11 AGO 20

Le combinazioni politiche siciliane sono da sempre costruite su schemi differenti da quelli dominanti a livello nazionale, il che viene solitamente spiegato con il ricorso, talora un po’ comodamente furbesco, all’ideologia dell’autonomismo isolano. In realtà in qualche caso si è trattato proprio di questo, per esempio quando, nel lontano 1958, Silvio Milazzo, un dirigente democristiano legato a Mario Scelba, che non era certamente un dirigente politico con simpatie a sinistra, formò una giunta siciliana con la presenza di esponenti comunisti e neofascisti. Quella fu un’operazione politica ardita e controversa, che la direzione della Democrazia cristiana combatté con fermezza, finché non ottenne, dopo un paio d’anni, di riconquistare la direzione della regione, dalla quale era stata estromessa con la scissione di Milazzo. Le convulsioni legate alla figura dell’attuale presidente siciliano, Rosario Crocetta, esponente originariamente del Partito democratico, che ha poi trasformato la lista di appoggio al presidente in una specie di partito, che ha governato prima con l’appoggio dei grillini, e che ora ha confermato la maggioranza senza di loro ma con l’appoggio dei democratici, i quali un mese fa lo avevano cacciato e sfiduciato a parole, è l’esatto contrario di un’operazione politica, per quanto spericolata, come fu la cosiddetta “operazione Milazzo”. Emanuele Macaluso, che a distanza di più di mezzo secolo continua a sostenere il valore di quel passaggio (per il quale fu accusato a suo tempo di trasformismo), sicuramente non ha la stessa opinione dell’esercizio di barocco siciliano in politica rappresentato dalle giravolte di Crocetta, che esprimono esclusivamente la volontà di mantenere il potere, senza neppure un’ombra di strategia a medio termine e meno che mai di una qualche ipotesi di intervento per contenere gli sprechi colossali e le scandalose elargizioni a un ceto politico parassitario e assai diffuso che caratterizzano in modo assai vistoso il panorama isolano.
Qualcuno spiegherà che in una fase di anomalia nelle alleanze nazionali non si può pretendere coerenza proprio in Sicilia, ma l’argomento non regge se si guarda anche al recente passato, quando le soluzioni barocche avevano magari una coloritura di destra.
Qualcuno spiegherà che in una fase di anomalia nelle alleanze nazionali non si può pretendere coerenza proprio in Sicilia, ma l’argomento non regge se si guarda anche al recente passato, quando le soluzioni barocche avevano magari una coloritura di destra.